Che cosa dice la norma sulle case da gioco
L’articolo 6 della legge 122/2016 ha introdotto nell’articolo 69 TUIR il comma 1-bis: le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate in Italia, negli altri Stati UE o nello Spazio economico europeo non concorrono a formare il reddito. Il comma 1 conserva, fuori dall’eccezione, la regola dell’intero ammontare percepito, senza deduzioni. È una distinzione normativa precisa, non un’esenzione per ogni pagamento proveniente dall’estero.
Blanco e Fabretti: non un lasciapassare per i siti online
La legge richiama espressamente la sentenza della Corte di giustizia del 22 ottobre 2014, cause C-344/13 e C-367/13. La controversia riguardava vincite in case da gioco situate all’estero e la disparità rispetto a quelle nazionali: il contesto era quello dei casinò fisici, non una verifica delle condizioni di accesso a piattaforme online.
Passare da questo precedente alla frase «tutti i siti con licenza europea sono esenti» aggiunge una conclusione non dimostrata. Per il gioco a distanza restano da accertare la qualificazione della fattispecie e l’autorizzazione pertinente. La sede europea del marchio, da sola, non risolve queste domande.
Residenza del contribuente e sede del casinò sono dati diversi
L’Agenzia delle Entrate considera, per la maggior parte dell’anno, dimora abituale, domicilio e presenza fisica in Italia; l’iscrizione anagrafica opera salvo prova contraria. Cittadinanza italiana e residenza fiscale non sono quindi sinonimi.
Un residente fiscale italiano che gioca su un sito estero non diventa, per questo, contribuente dello Stato della licenza. Viceversa, non si trasferiscono automaticamente queste conclusioni a chi risiede fiscalmente in Svezia. Un conto bancario straniero non stabilisce la residenza del titolare.
Accesso al sito e trattamento fiscale non coincidono
ADM pubblica un elenco che associa concessionario, codice di concessione e sito internet. È il controllo pertinente per identificare l’offerta autorizzata italiana: una licenza straniera o una pagina in italiano non lo sostituiscono.
Il fatto che il sito accetti registrazione o deposito non certifica né il diritto di offrire gioco in Italia né il trattamento della vincita. Allo stesso modo, discutere un possibile obbligo fiscale non rende autorizzato l’operatore.
Documenti utili, senza confondere prelievo e vincita
Conserva società pagante, dominio, autorizzazione dichiarata, anno di gioco, storico completo ed estratti dei movimenti. Separa depositi restituiti, vincite e trasferimenti fra conti: il bonifico ricevuto non descrive necessariamente una singola vincita. La documentazione serve a qualificare i fatti, non crea un’esenzione e non autorizza a sottrarre automaticamente tutte le perdite.
Norme e fonti citate
Legge 7 luglio 2016, n. 122, articolo 6 — Gazzetta Ufficiale
Testo dei commi 1 e 1-bis dell’articolo 69 introdotti nel 2016; collegamento esplicito con Blanco e Fabretti.
Agenzia delle Entrate — Residenza fiscale
Criteri di residenza delle persone fisiche, distinti da cittadinanza e sede dell’operatore.
ADM — Concessionari autorizzati al gioco a distanza
Controllo distinto di concessionario, codice e dominio per il mercato italiano.
La legge modificativa del 2016 è verificata; non è stato acquisito il testo consolidato ufficiale dell’articolo 69 alla data della ricerca. Nessuna promessa di esenzione individuale.
Dubbi su deposito e prelievo
Una licenza maltese basta a escludere le imposte?
No: occorre verificare chi paga e se la specifica vincita rientra nella disposizione sulle case da gioco autorizzate. Non basta la sede del marchio.
Esiste qui una percentuale da applicare a ogni prelievo?
No. Le fonti citate non giustificano una tariffa universale per i prelievi dai casinò online non ADM, né una soglia minima generale di esenzione.
Fonti e responsabilità
Dati sui casino controllati a ottobre 2026. Importi e problemi cambiano: le date nelle schede indicano quando sono state lette le fonti.
Metodo di ricerca e tipi di fonte Verificare concessione e dominio ADM Autrice e redazione 18+ e trasparenza